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VACANZE IN PORDENONE

A Pordenone, l’antico Palazzo Comunale, la Pinacoteca e il Duomo; a Spilimbergo, notevoli il Duomo e il castello con il Palazzo Dipinto; Gemona, antico borgo medievale interamente ricostruito e restaurato; la parte bassa di Udine, con il Duomo, il bellissimo palazzo del Comune, il Palazzo Vescovile, con gli affreschi del Tiepolo e il museo di arte moderna; a Cividale, il Duomo e il famoso Tempietto, monumento unico d’epoca medievale; a Redipuglia il grandioso sacrario che ospita più di 100 mila caduti; gli scavi e la basilica di Aquileia; la singolarità della planimetria a stella della città fortificata di Palmanova. A Trieste e nel Goriziano troviamo la “iota”, minestra a base di fagioli, crauti e patate, profumata di cumino, che è aroma comune a tanti altri piatti di ascendenze austriache; poi vengono il “gulasch”, robusto stufato d’origine ungherese ed i “cevapcici”, le salsicce piccanti d’origine slava. Volendo però trovare degli elementi unificatori, la prima citazione è per la polenta, che si magia con tutto, dal formaggio al pesce, e che il più delle volte sostituisce il pane. L’affianca nel suo ruolo ecumenico il ‘muset con la brovada’, un cotechino preparato con parti della testa del maiale, accompagnato da un contorno a base di rape messe ad inacidire sotto le vinacce; lo si trova, a ogni ora del giorno, nelle tante osterie che sono ancora oggi la base e la forza della migliore tradizione gastronomica di questa terra. Una menzione a parte meritano i simboli gastronomici di questa regione nel mondo: il Prosciutto di San Daniele, il formaggio Montasio DOP, e tra i vini, il Tocai, il Merlot, il Picolit e la Ribolla, tanto rari quanto pregiati. Bandiere gastronomiche della Carnia sono il minestrone d’orzo e fagioli e i ‘cialzon’, ravioli ripieni di carne ed erbe aromatiche, poi la selvaggina ed altri piatti, accomunati da aromi tipici dell’Oltralpe. La pianura si ritrova invece nei risotti, arricchiti con le tante primizie dell’orto, a partire dagli asparagi; il mare, nel brodetto di pesce bianco di Grado, nel pesce “in savor” alla veneziana, ma anche in piatti di tradizione dalmata.
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