VACANZE IN VARESE
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| Quando si parla della Lombardia è inevitabile collegarsi direttamente a Milano. Milano, non è solo la città principale, bensì è una porta aperta sul futuro, ma capace di conservare quelle tradizioni che l’hanno resa memorabile. Qui un tempo accadeva tutto prima che nel resto d’Italia e proprio al contrario di quanto affermato, Milano dà lavoro alla nostalgia : la nebbia, le case di ringhiera, il “ghisa”, le michette di una volta splendidamente rappresentate nelle commedie dialettali. Tutto il resto non va dimenticato, nella zona delle prealpi, a Bergamo la Cappella Colleoni e l’Accademia Carrara; a Brescia, la Pinacoteca Martinengo e il Duomo Vecchio di Capo di Monte. Verso le montagne, gli splendidi paesaggi della Valtellina e della Val Chiavenna; i grandi splendidi laghi, dal Garda al Maggiore ai Laghi di Como e d’Iseo. Verso sud, a Cremona, il Duomo e il celebre Torrazzo; a Mantova, il Palazzo Ducale con la Camera degli Sposi affrescata dal Mantegna e il Palazzo Te; a Pavia, S. Michele, il Castello Visconteo, S. Pietro in Ciel d’oro e la celebre Certosa. Da non tralasciare Varese, dove merita un visita il Battistero romanico, il Palazzo Estense e perché no una salita al Sacro Monte, impreziosito da singolari cappelle votive che ripercorrono la via crucis. Se Milano per le sue caratteristiche di grande città capoluogo e per la conseguente forte immigrazione, ha perso quella peculiarità gastronomica che le era propria fino alla seconda guerra mondiale, le altre province lombarde hanno però mantenuto vive e radicate tradizioni culinarie che hanno sapientemente sfruttato le materie prime del territorio quali carne e formaggi, ma anche il riso, i funghi, il pesce di lago e l’ormai raro asparago selvatico. Trionfo di carne quindi, in particolare quella di maiale che trova la sua sublimazione nella celebre ‘cassoeula’, ma anche la carne bovina non manca: il piatto più noto è la famosa cotoletta alla milanese di cui Milano e Vienna si contendono da anni l’origine. Da parti meno nobili nascono altri celebri piatti lombardi, come l’ossobuco o la trippa, vestigia di un’antica cucina povera e contadina. Nelle zone montuose sono invece le carni ovine a farla da padrone, insieme agli animali di cortile, notevoli i piatti a base d’oca in tutta la zona della Lomellina. Innumerevoli le risorse del patrimonio ittico d’acqua dolce: agoni, lavarelli, trote e le umili ma deliziose alborelle, così come quelle casearie: formaggi d’alpeggio, specialità di montagna e di pianura, stagionati e freschi… c’è solo l’imbarazzo della scelta. Grande anche la tradizione di salumi ed insaccati. |
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