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VILLAGGI IN VARESE
Lido
21016 Maccagno (VA)
Tel. 0332 560250

“LIDO”, è il Camping più tranquillo del Lago Maggiore direttamente sulla bella spiaggia di Maccagno Superiore - Parco Giona.

SCHEDA OFFERTE SITO WEB
Città di Angera
21021 Angera (VA)
Tel. 0331 930736
Fax 0331 960367
Lago di Monate
21020 Comabbio (VA)
Tel. 0331 968566
Fax 0331 968566
Boschetto
21010 Germignaga (VA)
Tel. 0332 534740
Fax 0332 500791
Trelago
21030 Ghirla (VA)
Tel. 0332 716583
Fax 0332 719650
Turist Il Gabbiano
21010 Golasecca (VA)
Tel. 0331 959131
Fax 0331 959131
International Camping Ispra
21027 Ispra (VA)
Tel. 0332 780458 - 333/4148815
Fax 0332 784882
Park Camping
21010 Maccagno (VA)
Tel. 0332 560203
Fax 0332 561263
La Famiglia
21046 Malnate (VA)
Tel. 0332 427696
Fax 0332 427696
Lido di Monvalle
21020 Monvalle (VA)
Tel. 0332 799359
Fax 0332 799359
International
21037 Ponte Tresa (VA)
Tel. 0332 550117
Fax 0332 551600
La Sfinge
21018 Sesto Calende (VA)
Tel. 0331 924531 - 922471
Fax 0331 922050
La Madunina
21020 Varano Borghi (VA)
Tel. 0332 960361
Fax 0332 960361
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VACANZE IN VARESE

Quando si parla della Lombardia è inevitabile collegarsi direttamente a Milano. Milano, non è solo la città principale, bensì è una porta aperta sul futuro, ma capace di conservare quelle tradizioni che l’hanno resa memorabile. Qui un tempo accadeva tutto prima che nel resto d’Italia e proprio al contrario di quanto affermato, Milano dà lavoro alla nostalgia : la nebbia, le case di ringhiera, il “ghisa”, le michette di una volta splendidamente rappresentate nelle commedie dialettali. Tutto il resto non va dimenticato, nella zona delle prealpi, a Bergamo la Cappella Colleoni e l’Accademia Carrara; a Brescia, la Pinacoteca Martinengo e il Duomo Vecchio di Capo di Monte. Verso le montagne, gli splendidi paesaggi della Valtellina e della Val Chiavenna; i grandi splendidi laghi, dal Garda al Maggiore ai Laghi di Como e d’Iseo. Verso sud, a Cremona, il Duomo e il celebre Torrazzo; a Mantova, il Palazzo Ducale con la Camera degli Sposi affrescata dal Mantegna e il Palazzo Te; a Pavia, S. Michele, il Castello Visconteo, S. Pietro in Ciel d’oro e la celebre Certosa. Da non tralasciare Varese, dove merita un visita il Battistero romanico, il Palazzo Estense e perché no una salita al Sacro Monte, impreziosito da singolari cappelle votive che ripercorrono la via crucis. Se Milano per le sue caratteristiche di grande città capoluogo e per la conseguente forte immigrazione, ha perso quella peculiarità gastronomica che le era propria fino alla seconda guerra mondiale, le altre province lombarde hanno però mantenuto vive e radicate tradizioni culinarie che hanno sapientemente sfruttato le materie prime del territorio quali carne e formaggi, ma anche il riso, i funghi, il pesce di lago e l’ormai raro asparago selvatico. Trionfo di carne quindi, in particolare quella di maiale che trova la sua sublimazione nella celebre ‘cassoeula’, ma anche la carne bovina non manca: il piatto più noto è la famosa cotoletta alla milanese di cui Milano e Vienna si contendono da anni l’origine. Da parti meno nobili nascono altri celebri piatti lombardi, come l’ossobuco o la trippa, vestigia di un’antica cucina povera e contadina. Nelle zone montuose sono invece le carni ovine a farla da padrone, insieme agli animali di cortile, notevoli i piatti a base d’oca in tutta la zona della Lomellina. Innumerevoli le risorse del patrimonio ittico d’acqua dolce: agoni, lavarelli, trote e le umili ma deliziose alborelle, così come quelle casearie: formaggi d’alpeggio, specialità di montagna e di pianura, stagionati e freschi… c’è solo l’imbarazzo della scelta. Grande anche la tradizione di salumi ed insaccati.
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