VACANZE IN BARI
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| A Lecce, S. Croce, massima espressione del barocco salentino; presso Manfredonia, S. Maria di Siponto; Monte Sant’Angelo, la Foresta Umbra ed i pittoreschi paesi della costa nello splendido promontorio del Gargano; a Taranto, il Museo Nazionale; a Trani, la Cattedrale; a Troia, la Cattedrale; Bari, si ricorda per la splendida cattedrale e San Nicola; a Bitonto, la Cattedrale; Castel del Monte con la sua compatta e poderosa mole; a Castellana, le grotte. Una citazione a parte merita Alberobello e la sua zona monumentale dove i trulli allineati scendono su viuzze sconnesse e tortuose e regalano un’immagine di un luogo ove il tempo sembra essersi fermato. Una tappa fa sicuramente fatta a San Giovanni Rotondo, centro del culto di Padre Pio, dove visse per quarant’anni e del quale si custodiscono le più importanti memorie. Da vedere il Convento ed il Santuario di S. Maria delle Grazie dove sorge una stupenda Via Crucis. Squisita perla naturale sono invece le Isole Tremiti, raggiungibili da Rodi Garganico. Gastronomia, quella pugliese, fortemente influenzata dalla millenaria vocazione agricola della regione, che trova nelle verdure, nella pasta e nell’olio i principali protagonisti. Descrivere la cucina pugliese non è pertanto cosa facile proprio per la ricchezza di preparazioni, materie prime, di tradizioni e d’usanze che variano da campagna a campagna. Ingrediente comune è il peperoncino, così come la pasta, il grano prodotto nel tavoliere è perciò il principale attore in piatti come orecchiette, strascinati, cavatieddi… solo per menzionarne alcuni. Alla ricca varietà di paste corrisponde un altrettanto ricca varietà di sughi, da quelli con le verdure, a quelli a base di carne, come il ragù con vitellone o cavallo, pomodoro e pecorino. A ricordo del dominio spagnolo sono sopravvissute le ‘tielle’, tra cui spicca quella di cozze: si tratta di una particolare minestra composta da uno strato di riso, uno di fette di patate, uno di trito di cipolla e prezzemolo e uno di cozze, il tutto è salato, pepato e cotto al forno. Tra i secondi è l’agnello il protagonista: lo si può trovare cotto al forno, alla griglia, fritto, in spezzatino, allo spiedo, in umido o ancora stufato. Non mancano i dolci, dalle classiche ‘carteddate’ natalizie, oppure i taralli, le zeppole e i ‘caciuni’, dolci ripieni di un impasto di ceci cotti, cioccolato, vin cotto, cannella, zucchero vanigliato e fritti nell’olio. Notevole e ricca anche la produzione casearia con la classica e famosa burrata, di nulla inferiore alla produzione vinicola, tra cui spiccano il Primitivo di Mandria, l’Aleatico e il moscato di Trani. |
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