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Trascorrere le vacanze a cielo aperto, immergendosi nella natura, per una vacanza libera ed indipendente: questo è il campeggio in Sardegna.
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Il Camping Village Bella Sardinia si trova all'interno di una fitta pineta che si affaccia sulla spiaggia "Is Arenas".
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| Is Aruttas |
| 09170 Cabras (OR) |
| Tel. 0783 1925461 |
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| Is Arenas |
| 09070 Narbolia (OR) |
| Tel. 0783 52103 |
| Fax 0783 52103 |
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| Nuragheruiu |
| 09070 Norbello (OR) |
| Tel. 0785 825101 |
| Fax 0785 825101 |
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| Torregrande |
| 09170 Oristano (OR) |
| Tel. 0783 22228 |
| Fax 0783 22228 |
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VACANZE IN ORISTANO
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| A Cagliari, la città alta di impronta spagnola, con la Cattedrale ed il Museo Nazionale Archeologico; ad Alghero, la città vecchia cinta in parte da mura turrite conserva nelle sue viuzze l’impronta catalana, da vedere la Cattedrale e nei dintorni, la grotta di Nettuno a Capo Caccia; a Barumini, il nuraghe Su Nuraxi; presso Bosa, la chiesa di S. Pietro; ad Iglesias, la Cattedrale; nei dintorni d’Oristano, S. Giusta e le rovine di Tharras; nei pressi d’Ozieri, S. Antioco di Bisarcio; a Porto Torres, S. Gavino; a Pula, le rovine di Nora; a Sassari, il Duomo ed il Museo G.A. Sanna, nei dintorni la SS. Trinità di Saccargia; a Torralba, il nuraghe Santu Antime e, non lontano, S. Pietro di Sorres. Una visita con soggiorno merita tutta la Costa Smeralda e Porto Cervo, le isole della Maddalena e di Caprera. Un po’ ovunque, sparsi su tutta l’isola i ‘nuraghe’, particolari costruzioni divenute il simbolo stesso della Sardegna. Quando si parla di un’isola, il primo pensiero è per il mare e, quanto alla buona tavola, alla pesca. Da questo punto di vista la Sardegna è una realtà atipica perché non può propriamente dirsi una fucina di pescatori; certo non mancano realtà di spicco come Carloforte per il tonno e Alghero per le rinomate aragoste, ma a prevalere in cucina è senza dubbio l’entroterra, dalle limitate ma fertilissime pianure, cui si devono ortaggi, frutta e cereali, agli estesi rilievi che sono l’ambito prima della vite e dell’olivo, quindi della pastorizia, principalmente ovina e caprina. Quanto detto si riflette senza mezzi termini sulla gastronomia tradizionale, che ha spiccata fisionomia contadina e pastorale con ampio ricorso innanzi tutto a paste e zuppe: dai gnocchetti di semola - i celebri ‘malloreddus’ - ai ravioli imbottiti di formaggio di pecora, al ‘pane frattau’, cioè bagnato con brodo e arricchito con formaggio ed altri ingredienti a piacere. Seguono le carni, in special modo quelle dell’agnello e del capretto, seguite da quelle suine dell’immancabile ‘porceddu’, preparate nel modo più semplice alla griglia o allo spiedo, con ampio ricorso a mirto ed altri aromi di macchia. Tutto ciò senza nulla togliere ai piatti di mare, che si fanno segnalare per l’assoluta bontà della materia prima, dai crostacei al tonno, e per una tradizione conserviera che ha il suo vertice nella bottarga ricavata dalle uova di muggine. Tra i formaggi spiccato quelli ovini, con il re pecorino e fiore sardo, mentre tra i vini indimenticabili sono il vermentino e il cannonau. |
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