VACANZE IN CALTANISSETTA
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| A Messina, il Duomo, la chiesa della SS Annunziata e la punta con il Faro; ad Agrigento, la Passeggiata archeologica, il Museo Archeologico Regionale, il tempio della Concordia ed il tempio di Giunone; a Cefalù, i mosaici della Cattedrale; a Gela, le fortificazioni greche di capo Soprano; a Piazza Armerina, la villa romana del casale con i mosaici pavimentali; a Segesta, il tempio; a Siracusa, il Duomo, il parco archeologico della Neapoli, il teatro greco, la latomia del Paradiso, il Museo regionale ed il castello Eurialo; a Taormina, il teatro greco; a Catania, il palazzo del Municipio, il Duomo, la Cappella di S. Agata con il suo ricco tesoro, il castello Ursino ed il Museo Belliniàno. A Palermo, città di contrasti barocchi e normanni, la Martorana con i mosaici ed il campanile, la Cattedrale, i mosaici della Cappella palatina del Palazzo dei Normanni, il parco della Favorita, S. Giovanni degli Eremiti ed il Museo Archeologico; a Monreale, il Duomo con i mosaici ed il chiostro;
Da non dimenticare un’escursione all’arcipelago delle Isole Eolie, una salita lungo le pendici dell’Etna e una visita rinfrescante alle Gole dell’Alcantara. La cucina regionale nasce dall’arte di maestri cuochi giunti d’oltralpe a gestire l’alto palato dell’aristocrazia isolana, i celebri ‘monsù’, e di enologi inglesi (come l’inventore del Marsala). La ristorazione siciliana conserva i caratteri di una cucina di sperimentazione, specie nelle città. Frutto di commistioni tra diverse culture, la gastronomia siciliana è frutto di un amalgama di tradizioni; così per il couscous si usa di preferenza il pesce in omaggio all’attività marinara delle coste isolane, baccalà e stoccafisso d’importazione normanna sono cucinati in modo originale, la caponata sostituisce il pollo catalano con le melanzane locali. In pasticceria la rielaborazione autoctona risale a tre grandi matrici: la dolceria dei conventi, cui si deve la consuetudine di preparazioni per le festività religiose; la tradizione araba della lavorazione delle mandorle, con l’aggiunta di altri ingredienti zuccherini , soprattutto miele, o anche del sorbetto (in arabo sciarbat); l’introduzione di creme e farciture di tradizione forestiera ad opera di maestri svizzeri e francesi. Non si contano i prodotti tipici, famosi per qualità ed abbondanza: dai profumati e dolci agrumi, agli squisiti e decisi formaggi, soprattutto ovini, dall’olio ricco e fruttato, ai vini intensi e lungamente persistenti che ricordano il calore dell’uva maturata al sole… e poi il pesce: dal tonno delle aree aperte del Mediterraneo, al caratteristico pesce spada dello Stretto, sapientemente cucinati o lavorati per la conservazione. |
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