VACANZE IN PISTOIA
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| A Lucca, il Duomo con la tomba d’Ilario del Carretto, S. Michele in Foro, S. Frediano e il giro delle mura; a Pistoia, la piazza centrale su cui si affacciano il Duomo, il battistero e il Palazzo del Comune; a Pisa, il Campo dei Miracoli con il duomo, il battistero, il campanile e il camposanto; a Empoli, la collegiata e gli affreschi di Masolino in s. Stefano; l’intero borgo medioevale di San Giminiano con le sue massicce torri; ad Arezzo, gli affreschi di Piero della Francesca, il duomo e S. Domenico; a Siena, la celebre piazza del Campo, con il palazzo del comune e il duomo; il borgo rinascimentale di Montepulciano; la cittadina medievale di Volterra con il superbo palazzo dei Priori. Da non tralasciare una visita all’isola d’Elba, ai litorali tirrenici da Viareggio all’Orbetello, al parco dell’Argentario. Un capitolo a parte spetterebbe a Firenze, città artisticamente incomparabile, i cui monumenti ed opere d’arte nulla hanno da invidiare alle più celebri capitali europee. I toscani sono persone schiette, di ironia graffiante, sanguigni come i loro vini; la cucina ovviamente non poteva che rifletterne l’animo, che non ammette ne compromessi ne mezze misure. Una tavola rustica ma non meno raffinata per genuinità di ingredienti e misura nell’elaborarli, illuminata da geniali accostamenti tra sapori di fattoria e di bosco.
Prim’attore in cucina è il fuoco vivo di legna aromatica: alla griglia e allo spiedo i toscani cuociono di tutto, dalle bistecche alla fiorentina alle cappelle di funghi, dagli uccelli steccati col lardo alle anguille dell’Arno.
Su tutto si stende il velo benefico dell’olio toscano, altro grande protagonista della tavola. Lo troviamo anche sui tanti piatti che cuociono lungamente nel coccio, simbolo di pazienza contadina, i minestroni, le zuppe, le verdure e i fagioli stufati con le cotiche. Lo ritroviamo nudo e crudo sul pane, ultimo vertice della trinità gastronomica toscana, a creare l’umile ‘fettunta’, capostipite della grande famiglia delle bruschette.
Questa è la cucina di campagna, ma in città le cose non cambiano: si trova il piatto cucinato in modo più raffinato, memore di un nobile passato, ma lo spirito è lo stesso. Si dice che i toscani siano commensali dal palato difficile… abituati come sono è facile crederlo: non c’è luogo in toscana che non abbia una pieve, un affresco, una vicenda remota, un sapore da scoprire. |
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