VACANZE IN CALABRIA
|
| A Lagonegro, il suggestivo vecchio borgo sul cocuzzolo dominato dal castello; a Rossano, l’antica chiesa bizantina, a Castrovillari, il castello dalle belle e imponenti torri e la chiesa di S. Maria di Castello; impagabile la vista dalla cima del Monte Curcio, che domina gran parte del sistema orografico della Sila.
Itinerario che si snoda tra rovine di un trascorso greco, romano e bizantino, che offre tre aspetti tipici del paesaggio calabro: quello aspro e forte del massiciio calabro-lucano, quello aperto e dolce del litorale ionico, e quello morbido e quasi nordico della Sila Greca e Grande. La gastronomia della Calabria è un affascinante racconto di incontri e combinazioni alimentari che hanno preso corpo nel corso di una lunga storia; su un retro scena di ascendenza magno-greca e latina si sono infatti innestati i prodotti provenienti dalle Americhe e le usanze importate da i vari dominatori di turno, arabi, normanni, spagnoli e francesi, nonché quelle proprie delle comunità grecaniche ed albanesi ancora oggi presenti in varie parti della regione. La cucina calabra è fondamentalmente vegetariana, avendo sviluppato l’uso di ortaggi e prodotti spontanei, per la preparazione di piatti semplici ma molto saporiti. Venendo alla carne, un tempo prerogativa dei ricchi o comunque riservata alle festività, di maiale sono le ‘vrasciole’, ‘frisulimiti’ e ‘cicculi’ mentre di pecora è il ‘morseddhu’, un soffritto piccante di interiora, tipico esempio di una cucina “povera”.
Viene poi una quantità di salumi, ben piccanti e di altissima qualità: capocolli, salsicce, sopressate e l’inconfondibile “ ‘nduja”, morbida e rosseggiante di peperone piccante.
Da non tralasciare la cucina del litorale, a base di pesce, che ha nello spada e nel tonno ingredienti di spicco e preparazioni che risentono di influenze siciliane, se non ancora più lontane. Di fama internazionale l’olio di oliva, ricco e fruttato, i celeberrimi agrumi e i superbi vini, Cirò e Greco Bianco. |
|